Articoli
Le aziende incubatrici
Le incubatrici sono iniziative immobiliari che ospitano
al loro interno, aziende di nuova gestione. Le aziende di riferimento delle
incubatrici, sono quindi quelle in fase d'avviamento o a carattere locale, alle
quali sono offerte agevolazioni, come il pagamento di un canone d'affitto
inferiore a quello di mercato.
Oltre a questo, le incubatrici danno una serie di
infrastrutture e di servizi. Creando, così, un humus ideale che facilita il
nascere di nuovi imprenditori e con loro buone idee. Più in particolare i
servizi offerti, oltre a quelli di base (per es. segreteria), sono: contratti
d'affitto a breve termine e a basso costo, accesso alle fonti di finanziamento,
sinergia con il tessuto imprenditoriale e commerciale locale, utilizzo di
servizi in comune e veloci consulenze professionali (fiscali, marketing), gruppi
di ricerca.
Tali iniziative negli USA si diffondono sempre con
maggiore insistenza, e possono assumere quattro vesti: industriale, accademico,
commerciale, e privato. La Science Park Developmet corp. è una realtà che ha
fatto scuola negli USA, la sua politica si distingue nel non applicare criteri
molto selettivi alle candidature. Infatti, un punto cruciale è quello della
selezione delle aziende che possono accedere a tali agevolazioni.
Un'analisi attenta del progetto è necessaria, ma senza
pretendere che vi sia un perfetto business plan. In fondo, la forza delle
incubatrici prolifere è quella di avere al loro vertice persone carismatiche,
che sappiano vedere pragmaticamente al futuro; tali qualità risultano sempre da
un miscuglio di sano intuito, competenza ed esperienza.
Le fasi di sviluppo dell'incubatrice sono la
determinazione e l'organizzazione delle infrastrutture necessarie,
l'individuazione dei manager più adatti a gestirle, la definizione dei costi
relativi agli spazi ed ai servizi da offrire. Le facilitazioni per la creazione
delle business incumbators, dovrebbero essere favorite perché con esse si creano
molti posti di lavoro in settori specifici e con forti motivazioni.
Certamente, le aziende incubatrici devono avere un
ritorno economico, in verità in parte o in tutto hanno contributi pubblici o
sponsorizzazioni varie che le aiutano a farle nascere.
La giunta regionale di Francesco Storace, si è data da
fare in tal senso, ha approvato tempo fa il piano triennale 2003-05, e con tale
decisione la Bic Lazio ha avuto a disposizione quattro milioni di euro per
realizzare incubatori. Si auspica che nel prossimo futuro ci siano maggiori
concorrenti sia tra i soggetti promotori sia tra i fruitori, anche in tale
settore.
La realtà americana è quella come al solito che fa
scuola, infatti, è costituita l'ambiente è molto più elastico (maggiori sono le
possibilità di negoziazione e maggiore è la responsabilità di chi l'assume) e
nello stesso tempo presenta maggiori rischi, che sono però attenuati
dall'elevato spessore tecnico degli operatori di marketing.
La Rubicon Group di Austin (Texas), che può essere
presa come modello, chiede di solito il 50% del pacchetto azionario dell'impresa
beneficiaria, criterio che bisogna reputare giusto e concreto.
Il finanziamento, invece, che l'imprenditore
richiedente dovrà investire é di almeno il 40%; infatti, tale soglia sembra
essere una garanzia alla stessa serietà d'iniziativa. Certo, ci sono casi
eccezionali dove tali percentuali non si debbono considerare, e tutto è da
negoziare, ma questo è rimesso a chi governa le aziende incubatrici che dovrebbe
essere animato da un'intuizione geniale.
Giacomo Gallo
tutti
gli
ARTICOLI