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PROFESSIONE RISORSE UMANE: IL CONSULENTE DI SELEZIONE

 

Tra le tante professioni che , negli ultimi anni, sono nate nel settore delle Risorse Umane, sta sempre di più prendendo piede in Italia (derivata dall'esperienza statunitense e Nord europea), la figura del consulente di selezione, altrimenti chiamato, in omaggio al fenomeno nostrano dell'anglofilia , recruitment consultant o HR consultant, a seconda dei casi. Questa è una figura altamente professionalizzata con un background accademico quasi sempre a livello di Master, che lavora per Società di Selezione o di Executive Search,o, nel caso di professionisti con elevato grado di esperienza , può lavorare come free lance*. Il consulente è una figura poliedrica , un professional delle Risorse Umane, che segue l'Azienda cliente dalle prime fasi del contatto commerciale fino alla realizzazione in prima persona del processo di ricerca , selezione e valutazione del personale. Deve quindi saper analizzare i bisogni dell'Azienda e proporre (consigliare), le soluzioni che ritiene più opportune e adatte al caso . Per poter offrire una consulenza di qualità , è importante studiare a fondo l'Azienda , il mansionario, l'organigramma, saper porre domande mirate al referente aziendale, elaborare insieme un profilo del candidato da ricercare e decidere insieme i canali di reclutamento e gli strumenti di valutazione. Difatti, il consulente ha una visione quanto più completa del mercato del lavoro, della legislazione vigente, della reperibilità dei candidati per tipologia di mansione, delle retribuzioni medie, dell'utilità dei canali di reclutamento (quotidiani, internet, università etc.) e sa fare una analisi dettagliata/costi benefici da sottoporre al Cliente. Ci si può domandare perché le Aziende si rivolgono a società esterne per selezionare i propri collaboratori o valutare il proprio personale interno (ma anche per elaborare interventi formativi). Il ricorso alla consulenza esterna è attuato soprattutto da Aziende medio-grandi, che hanno una Divisione Risorse Umane ben strutturata. E allora ci possiamo chiedere quali siano i motivi che le spingono a rivolgersi all'esterno. Le risposte sono variabili di caso in caso: proviamo a prendere in considerazione le più importanti. Sicuramente un primo motivo risiede nel poter accedere alla banca dati delle Società di Selezione , riducendo notevolmente i tempi del processo di reclutamento e accedendo a profili con cui , altrimenti, non si verrebbe mai in contatto. Vi erano sono poi Aziende che non vogliono dare pubblicità al fatto che stanno assumendo personale, perché magari devono "rubarlo" ai competitors e hanno il fondato timore che i migliori candidati potrebbero venir blindati dalle società concorrenti**. Inoltre, in caso di massicce campagne di reclutamento, il personale interno può non essere sufficiente, o, in caso di piccole e medie imprese, non si hanno all'interno le competenze necessarie per valutare alcune tipologie di candidati ad elevata professionalità. Un ultimo caso può essere rappresentato dal fatto che l'Azienda voglia un parere esterno (neutrale) sulla valutazione dei propri dipendenti o dei nuovi assunti.

*, ** le ipotesi sopra segnalate,

dopo la riforma Biagi, non sono più possibili.

Piero Valentini

 

 

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