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Tu diventerai quello che pensi: il
pensiero positivo
Quante volte nella vita ci siamo chiesti, forse con un
po’ d’invidia, cosa abbiano di speciale le persone di successo e perche' di
fronte ad uguali condizioni di partenza non tutti gli individui raggiungano gli
stessi traguardi. Una delle risposte è quella delle diverse abitudini
intellettive.
Le persone di successo sono consapevoli della "potenza
del pensiero" nel determinare il destino di un individuo. Non a caso si dice che
grandi uomini generano grandi pensieri, lasciandosi intendere che cio’ che li
rende grandi, e’ il loro modo di pensare. E’ sempre la capacita’ "di fare buon
uso del pensiero" che porta alcuni individui a trasformare i problemi in sfide e
a valorizzare quelle difficolta’ che lasciano altri sopraffatti. Poiche’,
quindi, il pensiero è arma a doppio taglio, capace di condurci a vette elevate,
ma anche di rinchiuderci in scuri meandri, e’ "la qualita’ del pensiero" che
determina la qualita’ della nostra vita e dei nostri successi personali.
Questo non vuol dire che le persone di successo, siano
nate con una predisposizione ad usare il pensiero in maniera positiva o siano
vissute in ambienti favorevoli a sviluppare tali capacita’ o abbiano avuto dei
percorsi di vita rassicuranti.
Al contrario molti sono cresciuti in ambienti molto
negativi, hanno conosciuto momenti di cupa depressione, fallimenti, sconfitte.
Ma quello che ha fatto di loro i grandi uomini che
conosciamo, e’ stata la capacita’ di superare questi momenti, di considerarli
come una battuta d’arresto, un insuccesso occasionale e non la sconfitta finale:
perche’ non bisogna dimenticare che i vincenti della storia hanno in comune
l’esperienza della sconfitta. Hanno conosciuto l’insuccesso, a volte hanno
toccato il fondo, ma poi sono stati in grado di rialzarsi, di trarre nuove
energie dalle sconfitte, grazie alla lezione imparata dall’ultima esperienza,
animati dalla volonta’ di imparare e migliorare, e di superare se stessi e i
propri limiti.
Il loro punto di forza e’ stata la capacita’ di
trasformare le sconfitte in opportunita’ e di continuare a credere in se
stessi, nei propri sogni, nonostante qualcuno avesse detto di loro essere dei
falliti; hanno capito chegli ostacoli sono le sfide che
dobbiamo affrontare per trasformare i nostri sogni in realta’.
Nessuno mai crederebbe che Thomas Edison era stato
definito da un insegnante come "un caso disperato", "un deficiente" per il quale
sarebbe stato inutile proseguire negli studi. Ed invece, edison in eta’ adulta
e’ diventato un esempio di solida personalita’, che sapeva trarre vantaggio
persino dalle avversita’. Infatti, quando nel dicembre 1914, i grandi laboratori
Edison di West Orange, nel New Jersey, vennero quasi completamente distrutti da
un incendio e lo scienziato perse in una notte attrezzature per un valore di
quasi due milioni di dollari, nonche’ la documentazione di quasi tutto il lavoro
di una vita, la sua reazione fu a dir poco sorprendente. Ci si sarebbe aspettato
di fronte ad un evento del genere, disperazione e sconforto ed invece il
sessantasettenne Edison sentenzio’: <<questo disastro
ha comunque un valore innegabile: tutti i nostri errori se ne vanno in fumo...
... grazie a dio possiamo ripartire da zero>>.
Altrettanto interessante e’ la storia di un giovane
avvocato del Midwest che fin da ragazzo soffriva di terribili momenti
depressivi, al punto che amici e parenti, ritennero saggio allontanare dalla sua
portata, coltelli e rasoi e fare in modo che qualcuno gli facesse sempre
compagnia, in particolare la notte, per evitare che potesse compiere qualche
gesto sconsiderato.
Questo e’ quello che lui provava e scriveva di se’ in
quel periodo: <<sono ormai il piu’ infelice dei mortali. Se quello che provo
venisse distribuito in parti uguali all’intera famiglia umana, non vi sarebbe
piu’ una faccia allegra sulla terra. Non so se potro’ mai migliorare.(…)>>. chi
ha sofferto o soffre di depressione non puo’ non riconoscersi in questi stati
d’animo e sentirsi confermato nei suoi convincimenti negativi di sconfitta ed
insuccesso.
.Ed invece, no! sapete chi ha pronunciato queste
parole? Abramo Lincon, il 16° presidente degli Stati Uniti, ma soprattutto
l’uomo che e’ passato alla storia come emancipatore degli schiavi e paladino
della giustizia.
Nato da una famiglia povera, Lincon affronto’ molte
sconfitte nella sua vita, falli’ due volte negli affari, perse otto elezioni.
Avrebbe potuto arrendersi ed invece scelse di rialzarsi e procedere, e di
diventare uno dei piu’ grandi presidenti americani .
Lincon aveva evidentemente modificato le sue precedenti
abitudini mentali negative ed aveva acquisito la capacita’ di vivere, anzi di
saper vivere e gioire anche nelle difficolta’ e di minimizzare le sconfitte.
Eppure un‘insegnante aveva detto di lui, essere uno studente che poneva domande
stupide e con la testa spesso tra le nuvole.
Anche Albert Einstein ha goduto di poca considerazione
come studente. Era un allievo molto deludente e mentalmente tardo; un pessimo
esempio per la classe.
La carrellata di personaggi che sono diventati famosi
nonostante le predizioni negative sul loro conto, forse potrebbe continuare
all’infinito (a Caruso un insegnante aveva detto che non aveva voce, ed un
editore aveva detto a Louise May Alcott che non sarebbe mai stata in grado di
scrivere storie destinate ad un vasto pubblico).
Quello che accomuna tutte queste biografie e’ che
queste persone si resero ben presto conto che a determinare il loro futuro non
erano le persone investite d’autorita’ o i loro giudizi, ma la capacita’ di credere in se stessi e nei propri sogni.
In realta’ ci sono due categorie di persone: quelle
che non falliscono mai e quelle che hanno successo.
La prima e’ composta da coloro che non tentano mai
nulla e percio’ non falliscono mai; la seconda da quelli che hanno accumulato
tanti fallimenti e quindi tanta esperienza da assicurarsi il successo ed hanno
capito che l’autentica riuscita e’ il risultato di serie di tentativi falliti.
Thomas Edison riusci’ ad inventare la lampadina dopo
cinque milioni di tentativi, dimostrando quanto fossero esatte le parole di
Robert F. Kennedy che :<<soltanto chi osa fallire in
grande puo’ ottenere grandi risultati>>.
I vincenti, le persone di successo, non sono quindi
diversi dalla gente comune, patiscono le stesse sconfitte e vivono le stesse
afflizioni, ma sono diventati tali
perché hanno raggiunto la saggezza attraverso i
fallimenti.
Marialorena Parracino